Di quali dati è bene fare il backup in previsione di un eventuale ripristino d’emergenza efficace?

Di tutti i dati! Affinché il ripristino d’emergenza sia affidabile, è necessario superare l’idea che sia sufficiente copiare tutti i database e i file. È infatti l’intera infrastruttura - server, PC, NAS, SAN - che contiene i dati vitali per la produttività. Affinché il ripristino sia completo, occorre acquisire le impostazioni delle applicazioni, le configurazioni del sistema operativo, i segnalibri e i dati di registro, senza dimenticare di eseguire il backup degli hypervisor e degli end-point: il tuo diretto superiore potrebbe avere sul proprio laptop dati più importanti di quelli che risiedono sulla maggior parte dei server aziendali.

La brevettata tecnologia di creazione dell’immagine del disco di Acronis si occupa di tutte queste attività in modo automatico. Il backup acquisisce tutti i dati presenti sui dischi (ad eccezione di elementi estranei quali spazio libero e file di paging).

Dove eseguire il backup dei dati?

La scelta del supporto di archiviazione dipende da molteplici fattori: cicli di produzione, conformità, policy aziendali e altro. Gli esperti del ripristino d’emergenza di Acronis consigliano di seguire la strategia del 3-2-1: conservare 3 copie dei dati archiviati su almeno 2 tipi di supporto di storage di cui almeno 1 archiviata fuori sede.

Ad esempio, è possibile eseguire il backup di tutti server Windows (ubicazione 1) su un supporto NAS centrale e basato su disco (ubicazione 2) e quindi archiviare le copie aggiuntive nel cloud, fuori sede.

Tutti prodotti Acronis per il backup supportano la regola del 3-2-1. Oltre a poter creare e inviare più copie su più destinazioni di archiviazione, si integrano perfettamente con l’ultra sicuro cloud Acronis, così da permettere di inviare/mantenere i backup di sistema completi fuori sede, senza passaggi aggiuntivi.

Con quale frequenza va eseguito il backup dei dati?

Sebbene l’esecuzione frequente del backup garantisce meno perdite di dati, la pratica richiede più spazio di storage. Una minore frequenza consente di risparmiare spazio ma può causare la perdita dei dati creati nell’intervallo tra l’ultimo backup e il momento in cui si verifica l’emergenza.

Questo periodo viene chiamato RPO (Recovery Point Objective, o obiettivo in termini di punto di ripristino). Occorre valutare le opzioni a disposizione e trovare l’equilibrio più consono tra riduzione dei costi e RPO più brevi. Un RPO per pratiche di business standard, indicato per le piccole e medie imprese è pari a 24 ore (backup giornaliero). Il backup delle applicazioni aziendali critiche, che subiscono cambiamenti più rapidi, viene in genere eseguito con intervalli di poche ore.

I prodotti Acronis Backup includono alcune funzionalità di backup smart che aiutano a scegliere l’opzione più adatta. Offrono, ad esempio, il backup incrementale, che acquisisce solo le modifiche apportate a partire dall’ultimo backup riducendo le esigenze di archiviazione. Sono inoltre dotati di strumenti di deduplicazione e compressione integrati, che ottimizzano l’impiego dei supporti di storage o della rete senza compromettere le esigenze aziendali in termini di ripristino d’emergenza.

È necessario testare il piano di ripristino d’emergenza?

È indispensabile. Il successo del piano di ripristino d’emergenza dipende dagli strumenti di backup utilizzati, ma anche dalle procedure adottate e dalla preparazione del personale. Idealmente, le procedure di ripristino dovrebbero essere testate ogni 3 mesi, e comunque almeno una volta l’anno. È fondamentale correggere e ampliare il piano durante e dopo l’esecuzione dei test.

Acronis è in grado di semplificare queste procedure. Oltre a essere caratterizzati da un’estrema facilità d’uso, molti dei nostri prodotti includono istruzioni passo passo per il ripristino d’emergenza che possono essere inviate automaticamente ai dipendenti dopo ogni backup.

Quanto tempo occorre per eseguire un ripristino dopo un’emergenza?

Le procedure di ripristino d’emergenza richiedono del tempo, dal momento in cui si verifica il problema al pieno recupero dell’operatività. Questo intervallo viene chiamato RTO (Recovery Time Objective, o obiettivo in termini di tempo di ripristino). Le procedure aziendali standard per ogni singolo server vanno dalle 2 alle 24 ore. Per il ripristino di un grande data center possono essere necessarie 24-72 ore. Riportare alla piena operatività un’intera azienda può richiedere tempi molto più lunghi.

I prodotti Acronis aiutano a ridurre significativamente questi tempi, e quindi a risparmiare. Poiché la brevettata funzione di creazione dell’immagine del disco acquisisce l’intera configurazione, non è necessario reinstallare i sistemi operativi o riconfigurare le applicazioni né ripristinare i dati separatamente. È sufficiente utilizzare un solo backup per eseguire tutte queste attività. Acronis offre inoltre alcuni efficaci servizi di ripristino d’emergenza che possono trasferire grandi quantità di dati di backup dal cloud Acronis alle sedi aziendali senza intasare la rete.

Devo predisporre lo stesso hardware per ottenere un ripristino d’emergenza completo?

No, non è necessario! In caso di emergenza, potrebbe non essere possibile reperire o riacquistare un hardware sostitutivo uguale a quello della configurazione corrente.

Tutti i prodotti Acronis Backup includono la funzionalità Universal Restore. Si tratta di una tecnologia avanzata che consente di ripristinare un intero sistema su un hardware di un modello o di un produttore completamente differente, senza le complessità che questo comporta. È perfino possibile ripristinare un server fisico su una macchina virtuale!