Milano, 10 marzo 2011 - Acronis, leader mondiale nella
produzione di soluzioni per il backup e la sicurezza di ambienti
fisici, virtuali e cloud, mette in allerta le piccole e medie
imprese (PMI) sulle potenziali problematiche associate alla
prossima fase della virtualizzazione, in cui emergeranno nuove
complessità dovute ad attività di backup, ripristino e migrazione
svolte in ambienti fisici, virtuali e cloud.
L'allerta ha origine dai risultati della recente ricerca
Acronis Global Disaster Recovery, nella quale si rileva che
il 73% delle piccole e medie imprese di tutto il mondo concorda sul
fatto che la virtualizzazione ha modificato in tutto o in parte le
modalità di gestione dei backup e dei ripristini d'emergenza in
azienda[1]. L'introduzione iniziale della virtualizzazione
è stata alimentata da esigenze di consolidamento dei server e di
maggiore efficienza in termini di costi; la seconda fase di
adozione della tecnologia pone però delle sfide rispetto alle
tradizionali procedure di backup e ripristino, poiché gli utenti
tentano di applicare processi di backup e ripristino d'emergenza
consolidati ai nuovi ambienti ibridi.
"La prima generazione di virtualizzazione di server e
workstation non nasceva solo da esigenze di backup, ma
principalmente da esigenze economiche. Progredendo con l'adozione
della tecnologia, abbiamo appreso che le soluzioni di backup per i
server fisici tradizionali non sono adeguate al backup delle
macchine virtuali. Molte richiedono l'utilizzo di un'applicazione
agent-based, che consuma preziose risorse di elaborazione sulle
macchine virtuali. L'avvio simultaneo di backup agent-based può
causare gravi malfunzionamenti delle macchine virtuali, perfino il
guasto completo dell'host fisico sottostante. La prossima fase
della virtualizzazione deve necessariamente prevedere delle best
practice di backup adatte agli ambienti ibridi", afferma David
Junca, General Manager Southern Europe, di Acronis.
Come compromesso, vengono adottati software agent-based che
forniscono alcune delle funzionalità richieste per il backup e il
ripristino in ambienti virtuali. Queste scorciatoie tuttavia sono
difficilmente praticabili, poco efficaci, ed aumentano il costo dei
programmi di virtualizzazione. Combinate alla complessità di
gestione dei dati in ambienti fisici, virtuali e su cloud, queste
problematiche rappresentano dei potenziali ostacoli verso la fase
futura della virtualizzazione.
Per beneficiare appieno della virtualizzazione di prossima
generazione, Acronis suggerisce ai manager IT che gestiscono backup
e recovery in ambienti virtuali quanto segue:
· Per portare a termine con successo il processo di
virtualizzazione, è necessario implementare su tutte le macchine
virtuali una strategia di backup e disaster recovery coerente e
robusta come quella applicata ai server fisici, soprattutto quando
la macchina virtuale supporta un'applicazione produttiva .
· Per raggiungere gli obiettivi RPO (Recovery Point
Objective) e RTO (Recovery Time Objective), il backup di ogni
macchina virtuale deve essere eseguito frequentemente e in maniera
indipendente. È il modo migliore per garantire che il backup più
recente del server di produzione sia il più aggiornato possibile.
· I backup basati su immagine garantiscono il ripristino
rapido su cloud. Consentono inoltre di recuperare integralmente
l'intera macchina virtuale, incluso il sistema operativo ospite e
le impostazioni di configurazione. Il recovery basato su file o
blocchi consente di ripristinare soltanto i dati. L'intera macchina
virtuale dovrà quindi essere configurata e reimportata su cloud
prima che i dati possano essere recuperati e resi di nuovo
disponibili agli utenti. Per evitare ciò, si può creare un'immagine
completa del sistema della macchina virtuale, da utilizzare come
macchina virtuale in standby.
· È bene impiegare la tecnologia di backup del server
virtuale progettata sin dal principio in modalità agentless.
Invece di richiedere un backup agent per ogni macchina virtuale o
un costoso proxy server con lo spazio sufficiente per il backup
dell'immagine del sistema, in alcuni software serve soltanto un
agente per ogni host fisico, a patto che possa supportare tutti i
server virtuali presenti sull'host.
· Le stesse regole si applicano in ambiente virtuale e
fisico. Se già si esegue il backup dei dati fisici nel cloud, è
consigliabile eseguirvi anche il backup delle macchine virtuali,
così da sfruttare appieno il backup offsite, conveniente anche dal
punto di vista economico.
Acronis ha elaborato un white paper intitolato 'Portare a
termine con successo il processo di virtualizzazione". Per
scaricarlo, visitare l'indirizzo https://www.acronis.it/resources/wp/370.html.
[1]
Acronis Global Disaster Recovery Index, realizzata insieme al
Ponemon Institute, gennaio 2011; il rapporto risulta dalle
interviste effettuate su 3000 organizzazione con un massimo di
1.000 posti di lavoro
Informazioni su Acronis:
Acronis è un'azienda globale di cyber protection che offre l'unica piattaforma nativamente integrata che combina cybersecurity, protezione dei dati e gestione dell'infrastruttura IT, progettata per managed service provider (MSP) e dipartimenti IT. Le soluzioni Acronis sono progettate per identificare, proteggere, rilevare, rispondere, recuperare e gestire le infastrutture IT, garantendo l'integrità dei dati e la continuità operativa.
Una società svizzera fondata a Singapore nel 2003, Acronis ha 15 uffici in tutto il mondo e dipendenti in oltre 60 paesi. La soluzione Acronis Cyber Platform è disponibile in 26 lingue e in più di 150 paesi, ed è utilizzata da oltre 21,000 Service Provider per proteggere più di 750,000 aziende. Per ulteriori informazioni, visita il sito www.acronis.com.