Il Report globale Acronis per la Settimana della Cyber
Protection 2022 segnala l'aumento delle minacce e la necessità di
soluzioni di Cyber Protection integrate
SINGAPORE, 31 marzo 2022. Acronis, leader globale della
Cyber
Protection, ha annunciato la pubblicazione del consueto
Report
globale per la Settimana della Cyber Protection 2022, puntuale
anche quest'anno per il World Backup Day. Dal report, per il quale
sono stati intervistati più di 6.200 responsabili e utenti di
tecnologie IT di aziende di ogni dimensione in 22 paesi, emergono
alcune delle carenze più critiche nelle attuali prassi di Cyber
Protection e le ragioni che le causano. Vengono quindi indicate
alcune linee guida per la loro risoluzione.
Lo scorso anno uno dei risultati chiave indicava che l'80% delle
organizzazioni eseguiva contemporaneamente una media di 10
soluzioni per la protezione dei dati e la Cyber Security; malgrado
ciò, la metà aveva registrato interruzioni operative causate da
perdite di dati. Appare ovvio che un maggior numero di soluzioni
non corrisponde a un livello di protezione più elevato.
Quest'anno il trend sembra peggiorato: il 78% delle
organizzazioni a livello globale utilizza circa 10 soluzioni
differenti ma è il 76% ad aver registrato un'interruzione operativa
causata da una perdita di dati, un aumento del 25% rispetto al
2021. Le interruzioni hanno numerose cause, tra cui: arresto dei
sistemi (52%), errore umano (42%), attacco informatico (36%) e
attacco da utenti interni (20%).
Di conseguenza, il 61% dei team IT a livello globale riferisce
ora di preferire soluzioni integrate, che sostituiscono il
complesso insieme di tecnologie di Cyber Security e protezione dei
dati con una singola console unificata.
"Il rischio di subire tipi di attacco diversi è sempre più alto
in tutto il mondo. Accelerare l'adozione di soluzioni universali
all-in-one è l'unico modo per ottenere un'autentica e
completa Cyber Protection. Ed è precisamente questo il problema che
Acronis ha deciso di risolvere", ha affermato Candid Wuest,
Vicepresidente della divisione Cyber Protection Research di
Acronis. "Gli attaccanti non discriminano né in base ai mezzi né in
base agli obiettivi: per questo oggi misure di sicurezza
consolidate e affidabili non sono più un'opzione, ma una
necessità."
Fiducia eccessiva e team IT che vantano più preparazione di
quella che hanno
Il report evidenzia un'altra tendenza preoccupante, potenziale
causa tanto della riduzione delle difese informatiche quanto
dell'aumento dei budget per la sicurezza IT:
· Il 70% dei responsabili IT afferma di aver adottato il
patch management automatizzato. Tuttavia, come si legge in
qualsiasi ricerca di settore attendibile, sono pochissime le
aziende che seguono la regola d'oro delle 72 ore per il patch
management.
· L'82% dichiara inoltre di aver adottato metodi di
protezione dal ransomware e riparazione dei danni. Eppure ogni
settimana si ha notizia di attacchi sferrati e riusciti e il volume
delle richieste di riscatto cresce ogni anno.
· Il 20% afferma di testare ogni settimana il ripristino
dal backup, ma anche questa informazione non coincide con altri
studi di settore.
Sembra che i responsabili IT tentino di apparire più preparati
di quanto non siano, benché ciò sia fuorviante per i loro
superiori, i consigli di amministrazione delle loro aziende, gli
analisti di settore e anche per i clienti.
D'altro canto, se la grande maggioranza dei responsabili IT
avesse davvero adottato queste soluzioni, i risultati
indicherebbero che non le stanno utilizzando in maniera corretta:
hanno incrementato il proprio stack IT con tutte le tecnologie di
Cyber Security raccomandate, spendendo inutilmente di più.
I nostri risultati provano che la spesa delle organizzazioni in
sicurezza IT è aumentata, ma dal confronto con il budget
complessivo destinato all'IT, emerge come la Cyber Protection non
sia ancora considerata una tecnologia imprescindibile ma qualcosa
di interessante di cui dotarsi.
· A livello globale, metà delle organizzazioni stanzia
meno del 10% del proprio budget IT complessivo per la sicurezza
IT.
· Sempre a livello globale, solo il 23% delle
organizzazioni investe oltre il 15% del proprio budget IT
complessivo in sicurezza, benché il panorama delle minacce
informatiche appaia sempre più minaccioso.
Il picco di consapevolezza generato dalla pandemia si conferma
transitorio
I frequenti backup incentivati dal passaggio al telelavoro
vedono già una drastica diminuzione: un terzo dei responsabili IT
esegue il backup settimanalmente, mentre un altro 25% solo
mensilmente. Ovunque diminuisce l'impiego delle best practice di
backup, alle quali aderisce solo il 15% dei team IT aziendali.
Come lo scorso anno, il 10% dei responsabili IT non è ancora
sicuro che la propria azienda sia soggetta alle normative sulla
privacy dei dati, il che prova che i responsabili IT, al pari degli
utenti IT, sono restii ai cambiamenti.
Secondo la nostra ricerca, l'86% delle organizzazioni a livello
globale manifesta preoccupazione per gli attacchi informatici
causati dall'inasprimento del clima geopolitico; ciononostante,
questi timori non si concretizzano in un miglioramento delle
strategie di Cyber Protection.
Infine, è ormai chiaro che gli approcci obsoleti ai quali i team
IT si sono affidati per anni non funzionano più. Per ottenere una
protezione affidabile e completa per dati, applicazioni e sistemi,
è indispensabile una strategia olistica e facile da attuare, che
combini in un'unica soluzione Cyber Security, protezione dei dati e
gestione.
Gli utenti manifestano preoccupazione rispetto alle minacce
informatiche, ma non modificano le abitudini di backup
Solo un utente su dieci esegue il backup giornalmente, mentre il
34% lo esegue mensilmente e uno sconcertante 41% lo esegue
raramente o mai. Eppure, il 72% degli utenti ha dovuto recuperare
dati da un backup almeno una volta lo scorso anno, e il 33% più di
una, il che significa che alcuni degli utenti che hanno scelto di
non eseguire il backup hanno perso i propri dati in modo
permanente.
· Il 43% degli utenti esegue l'update una settimana o più
dopo il rilascio di un aggiornamento; di questi, il 7% attende più
di un mese prima di eseguire gli aggiornamenti consigliati, con un
declino nei tempi di risposta rispetto al 2021.
· Mentre solo il 12% degli utenti segue le regole di
storage raccomandate, adottando un modello
ibrido di backup nel cloud e in locale, raddoppia il numero di
chi sceglie il backup nel cloud: per quattro anni abbiamo osservato
la riduzione del backup locale, che è passato dal 62% del 2019 al
33% del 2022; al contempo i backup nel cloud sono passati dal 28%
al 54%.
· Il 66% degli utenti non sa o non è in grado di dire se i
propri dati sono stati modificati.
· Il 43% non è in grado di dire se le soluzioni
anti-malware in uso possono proteggere anche dalle minacce
informatiche nuove ed emergenti.
In conclusione, osserviamo un'evidente distanza tra la teoria e
la pratica di come organizzazioni e singoli intendono la Cyber
Protection. Acronis offre numerose soluzioni in grado di colmare
questa distanza, come ad esempio Acronis
Cyber Protect, utilizzata da oltre 20.000 Service Provider per
proteggere più di 750.000 aziende.
Per un'analisi a livello globale e regionale è disponibile il
Report globale Acronis per la Settimana della Cyber Protection 2022
con i relativi approfondimenti locali, scaricabile
gratuitamente dal nostro sito web.
Informazioni su Acronis:
Acronis è un'azienda globale di cyber protection che offre l'unica piattaforma nativamente integrata che combina cybersecurity, protezione dei dati e gestione dell'infrastruttura IT, progettata per managed service provider (MSP) e dipartimenti IT. Le soluzioni Acronis sono progettate per identificare, proteggere, rilevare, rispondere, recuperare e gestire le infastrutture IT, garantendo l'integrità dei dati e la continuità operativa.
Una società svizzera fondata a Singapore nel 2003, Acronis ha 15 uffici in tutto il mondo e dipendenti in oltre 60 paesi. La soluzione Acronis Cyber Platform è disponibile in 26 lingue e in più di 150 paesi, ed è utilizzata da oltre 21,000 Service Provider per proteggere più di 750,000 aziende. Per ulteriori informazioni, visita il sito www.acronis.com.